Il Marzocco

Anonyme

22 juin 1902

 

L’IMMORALISTE, DI ANDRÉ GIDE

 

È questo un libro veramente assai notevole, in cui il fatto e l’uomo rappresentano la società e l’umanità intiera. È apparentemente un romanzo ; e del romanzo ha la piacevolezza e la purezza dello stile e quella arte che solo può dare il diritto della bellezza alle cose semplici di tutti i giorni, sì che il libro si legge con un vivo interesse. Ma nel fondo è un libro di filosofia psicologica, che si può riassumere nella desolata frase di Marcellina : « Io vedo bene — mi disse ella un giorno — io capisco bene la tua dottrina, poichè è una dottrina ora. È bella forse — poi ella aggiunse a voce più bassa, tristamente — ma sopprime i deboli. » E chi, arrivato a questo punto, sa che essa, Marcellina, ha avuto Michele morente nelle sue mani, e l’ha fatto diventare un uomo forte col sacrificio della sua vita di tutti i giorni e di tutti le ore, colla completa sottomissione del suo essere di donna giovine e forte ai bisogni, ai desideri e ai capprici di lui, tisico e morente, non può non capire tutto il profondo significato del libro di André Gide. Michele è l’uomo egoista e feroce, che vuole il proprio godimento e il proprio sviluppo individuale, anche quando esso debba costare la vita ad una persona. Guarito da Marcellina egli si precipita su lei brutalmente con amore, e le toglie la sua forza, la sua salute e la sua vita. Marcellina è troppo inesperta e ama troppo per poter capire : e quando finalmente vede, può soltanto sorridere della propria impotenza davanti a quel fiume impetuoso e rovinoso. Ed egli che perfino nel racconto è incosciente, e non è solo immorale, ma anche e più amorale, racconta la sua vita di tutti i giorni, che è quella di un essere infimo, peggiore assai della vita dei bruti perchè ragionatamente spregevole e apparentemente innocua. Non ha pure un rimorso, e quello che ha fatto sembra quasi naturale, tanto è raccontato semplicemente. Ma la morte di Marcellina che è tutto il bene, e la vita di Michele che è tutto il male, non possono lasciare nell’inganno. Non è questo un romanzo, no ; è un libro di filosofia profonda e amara nel quale l’immenso incosciente male sociale distrugge ora per ora il cosciente bene faticosamente acquistato, penosamente essercitato. Il male permesso e approvato dalla società si trasmette voluttuosamente a ciò che ancora v’è di sano ; e lo doma alla tolleranza prima, la stance e uccide poi. Così Michele uccide Marcellina. André Gide ha continuato in questo libro la nobile serie dei suoi libri artisticamente filosofici : e L’Immoraliste è degno del Prométhée mal enchaîné e di Philoctète. E noi invochiamo un nuovo libro nel quale la sua folisofia meno desolata ci dia une dolce Marcellina vittoriosa in un tempo non lontano.

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